lunedì 2 aprile 2012

CAGLIARI-ATALANTA 2-0, IL TABELLINO


30° GIORNATA (1° aprile 2012)
CAGLIARI-ATALANTA  2-0
CAGLIARI: Agazzi (48’ Avramov), Pisano, Canini, Ariaudo, Agostini, Ekdal, Conti, Nainggolan, Cossu, Thiago Ribeiro (73’ Ibarbo), Pinilla (81’ Larrivey). A disposizione: Gozzi, Perico, Bovi, Nenè. Allenatore: Ficcadenti.
ATALANTA: Consigli, Raimondi (68’ Lucchini), Stendardo, Manfredini, Peluso, Schelotto, Cigarini (68’ Cazzola), Carmona, Moralez, Gabbiadini, Tiribocchi (76’ Carrozza). A disposizione: Frezzolini, Ferri, Bonaventura, Ferreira Pinto. Allenatore: Colantuono.
Arbitro: Rocchi di Firenze.
Reti: 11’ Conti, 54’ Pinilla.
Spettatori: 10.000 circa.
Statistiche Cagliari: Falli 16(417); Corner 4(142); Tiri in porta 7(118); Tiri fuori 4(142); Fuorigioco 1(74). Ammoniti 0(61). Espulsi 0(1).
(tra parentesi i totali di campionato)

LE INTERMINABILI PUNTATE DELLA TELENOVELA DEL RIDICOLO


E’ ufficiale: il Cagliari lascia la propria città per andare a giocare le restanti gare “in casa” a Trieste, al Nereo Rocco, stadio bellissimo, moderno, a norma, ma pur sempre della Triestina, non il nostro stadio.
La Lega non ha voluto sentire ragioni e come previsto, l’incubo di dover disputare le restanti partite di fatto sempre in trasferta è ormai realtà. Niente più proroghe, il Sant’Elia è inagibile. Alla faccia degli abbonati, anzitutto.
Per colpa di tutti coloro che da anni non hanno fatto nulla per evitare l’inevitabile. La Cagliari Calcio per l’ordinaria amministrazione, il comune per la straordinaria. Ci si è mossi solo alla fine, in maniera ridicola, con interventi inutili che non hanno avuto nessun esito positivo.
Nella storia del sodalizio rossoblù non ci sono precedenti simili, se non per squalifica del campo.
Ci ricordiamo il trasferimento allo stadio Amsicora, ma sempre a Cagliari si stava, in occasione della ristrutturazione dello stesso Sant’Elia in occasione dei mondiali del 1990.

Ancora, il Cagliari era stato ospite in serie B nel 2003/2004 al Manconi di Tempio proprio per consentire l’installazione delle attuali tribune in tubi innocenti che dovevano restare per al massimo una stagione, così diceva Cellino.
Nulla, proprio nulla è stato fatto per preservare, curare e preservare lo stadio cagliaritano fin dal giorno dopo i mondiali. Uno stadio che allora era bellissimo, poi è diventato scomodo, ora crolla.
E’ il guaio è davvero grande. Non solo i rossoblù dovranno conquistare la salvezza giocando sempre in trasferta (perché di questo si tratta), ma all’orizzonte nulla si muove per trovare una soluzione definitiva al problema stadio.
Ad Elmas è tutto fermo, e il sogno del nuovo impianto stile Juventus resta appunto tale, o forse peggio, un’illusione, un’altra pagina vergognosa che ormai va avanti nelle procure e non certo nel cantiere.
Tutti contro tutti, tipico del modo di fare sardo.
Situazioni poco chiare, poteri forti che si scontrano, tutto fermo.
Cellino e il Sindaco di Elmas formalmente indagati dalla Procura cagliaritana proprio per la vicenda della costruzione del nuovo stadio. I Magistrati vogliono fare chiarezza. La loro attenzione è rivolta a diverse zone d’ombra dell’intera vicenda nonché sul contenzioso in merito ai terreni di Santa Caterina, situati a ridosso dell’aeroporto, e acquistati dalla Cagliari Calcio (o meglio da una società controllata direttamente da Cellino e dalla Cagliari Calcio) la cui proprietà è invece rivendicata dalla Sogaer (la società che gestisce lo scalo cagliaritano di Elmas), che lì, proprio lì, guarda caso, dove dunque sarebbe dovuto sorgere il nuovo impianto, la nuova casa del Cagliari, vorrebbe invece iniziare i lavori per ampliare lo scalo aereo nonostante il parere contrario di tutta la comunità di Elmas e della sua Amministrazione.
Resta il fatto che nulla di concreto sembra potersi e volere fare per mettere a norma il Sant’Elia anche perché la cosa ormai è davvero complicata. Come detto, lo stadio crolla, ci sono cedimenti strutturali. Recuperarlo sembra impossibile.
E allora via di nuovo con i soliti, inutili e insopportabili confronti e dibattiti tra coloro che vogliono nell’ordine: uno stadio nuovo, l’abbattimento del Sant’Elia e la sua ricostruzione, la ristrutturazione almeno parziale dello stesso, la ristrutturazione totale dell’attuale rudere. Solo chiacchiere. Nulla di concreto, solo due certezze: la prossima stagione il Cagliari giocherà a Trieste l’intero campionato, l’amministrazione comunale non ha neppure i soldi per mettere a norma anche solo un bagno del Sant’Elia.

Cagliari e la Sardegna sportiva non meritavano questa ennesima e assurda vergogna. La dignità e l’amore dei tifosi verso la propria squadra sono stati traditi. Un’offesa storica, senza precedenti. A tutti coloro i quali hanno permesso questo triste epilogo, solo per eleganza, una sola parola: vergogna!

(Davide Zedda)

domenica 1 aprile 2012

"FICCA", VENDETTA E' SERVITA


Cagliari-Atalanta 2-0

Sotto sotto era quello che sperava in cuor suo Ficcadenti. Battere l'Atalanta non solo per rimpinguare la classifica mai troppo rassicurante, ma anche per rifarsi dello smacco dell'andata, quando una sconfitta in casa dei bergamaschi gli era costata la panchina.
Ma alla fine cosa c'è di così differente tra quella partita e questa? Forse solo un uomo per squadra. Denis, cannoniere atalantino e giustiziere dei rossoblù all'andata, oggi non c'era.
C'è invece nel Cagliari Pinilla, non ancora vestito di rossoblù a Bergamo. E il cileno ha proseguito nella sua serie positiva in quello che una volta era il Sant'Elia, riuscendo ad essere decisivo anche in una gara dove non ha fatto sfracelli: un palo, la punizione del primo gol e la rete del raddoppio sono il suo score, che si commenta da solo.
E così si sono guadagnati altri due punti dalla zona calda, approfittando di un'Atalanta - alibi di Denis a parte - meno pimpante del solito per colpire due volte la porta di Consigli e amministrare tranquillamente la gara fino alla fine.
Il gol di Conti su punizione ha aiutato a gestire al meglio una gara che era cominciata con un palo di Pinilla su azione personale, incanalando la gara sui binari preferiti da Ficcadenti, quelli del contenimento per poi far ripartire in velocità la squadra. Peccato che di queste ripartenze se ne siano viste poche, anche per i soliti errori nell'appoggio apripista, e per il fatto che all'inizio della ripresa gli Atalantini si siano affacciati minacciosi dalle parti di Agazzi prima e Avramov poi.
Quando questo ripartire è stato fatto con velocità e precisione, non a caso è arrivato il raddoppio, frutto di una pregevole azione partita da Thiago Ribeiro e rifinita da Cossu ed Ekdal per la stoccata finale in rete di Pinilla. Da non dimenticare che questo gol è arrivato subito dopo un miracolo di Avramov su un tiro di Carmona diretto all'incrocio dei pali e poi da un'efficace uscita dello stesso portiere sul conseguente calcio d'angolo, che ha permesso a Ribeiro di ripartire con successo verso la costruzione del 2-0.
Se non altro si ha la conferma che qualora Agazzi dovesse mancare, la porta del Cagliari è in buone mani.
I soliti e immancabili tifosi "incontentabili" hanno storto il naso di fronte ad una prestazione non particolarmente spettacolare del Cagliari. In attesa di veder loro trasferirsi in massa al Nou Camp per poter assaporare finalmente il vero calcio spettacolo, annotiamo una nuova vittoria e tre punti messi in classifica.
E' questo ciò che conta davvero.

SERIE A, 29a GIORNATA, I TABELLINI


MILAN-ROMA 2-1. MILAN:Abbiati, Bonera, Mexes, T. Silva (10’ Zambrotta), Mesbah, Nocerino, Ambrosini, Muntari, Emanuelson (55’ Boateng), El Shaarawy (85’ Aquilani), Ibrahimovic. ROMA: Stekelenburg, Rosi, Kjaer, Heinze, Taddei, Gago (78’ Lamela), De Rossi, Marquinho, Totti (56’ Pjanic), Borini (56’ Bojan), Osvaldo. ARBITRO: Mazzoleni (Bergamo). RETI: 44’ Osvaldo (R), 52’ rig. e 83’ Ibrahimovic (M).

PALERMO-UDINESE 1-1. PALERMO: Viviano, Labrin, Milanovic, Mantovani, Pisano, Migliaccio, Donati,  Barreto (88’ Della Rocca), Balzaretti (81’ Aguirregaray), Miccoli, Hernandez (70’ Ilicic). UDINESE: Handanovic, Coda, Danilo, Ekstrand, Basta (46’ Pereyra), Pinzi, Pazienza (66’ Torje), Asamoah, Pasquale (46’ Armero), Abdi, Di Natale. ARBITRO: Damato (Barletta). RETI: 31’ Miccoli (P), 84’ Torje  (U).

ATALANTA-BOLOGNA 2-0. ATALANTA: Consigli, Raimondi, Stendardo, Manfredini, Peluso (63’ Ferri), Schelotto, Cigarini, Carmona, Moralez, Gabbiadini (69’ Carrozza), Tiribocchi. BOLOGNA: Gillet; Raggi, Portanova, Antonsson, Pulzetti, Perez (46’ Krhin), Mudingayi, Morleo, Kone (59’ Acquafresca), Diamanti, Di Vaio (72’ Belfodil). ARBITRO: Baracani. RETI: 50’ Gabbiadini, 91’ Tiribocchi.

CESENA-PARMA 2-2. CESENA: Antonioli, Comotto (74’ Benalouane), Moras, Rodriguez, Pudil, Santana (69’ Ceccarelli), Arrigoni, Martinho, Del Nero (64’ Djokovic), Mutu, Malonga. PARMA: Mirante, Santacroce, Paletta, Lucarelli, Biabiany (68’ Valiani), Musacci (58’ Okaka), Valdes, Galloppa, Gobbi (87’ Marques), Giovinco, Floccari. ARBITRO: Celi. RETI: 40’ Floccari (P), 46’ Santana (C), 53’ Del Nero (C), 61’ Paletta (P).

CHIEVO-SIENA 1-1. CHIEVO: Sorrentino, Frey, Andreolli, Acerbi, Dramè, Sammarco (83’ Vacek), Bradley, Hetemaj, Thereau, Pellissier, Paloschi (70’ Moscardelli, 90’ Cruzado). SIENA: Pegolo, Vitiello, Pesoli (73, Contini), Rossettini, Del Grosso, Giorgi (67’ Sestu), Vergassola, Gazzi, Brienza, Destro, Bogdani (80’ Larrondo). ARBITRO: Doveri (Roma). RETI: 9’ Acerbi (C), 51’ Destro (S).

GENOA-FIORENTINA 2-2. GENOA: Frey, Mesto, Kaladze, Carvalho, Moretti, Rossi (63’ Jorquera), Veloso (78’ Sculli), Biondini, Belluschi, Palacio, Gilardino. FIORENTINA: Boruc, Cassani, Gamberini, Natali, Pasqual, Marchionni (73’ Lazzari), Behrami, Montolivo, Vargas, Amauri (83’ De Silvestri), Jovetic. ARBITRO: Brighi (Cesena). RETI: 20’ Belluschi (G), 31’ Montolivo (F), 69’ Natali (F), 89’ Palacio (G).

NAPOLI-CATANIA 2-2. NAPOLI: De Sanctis, Campagnaro, Fernandez (66’ Cannavaro), Aronica, Zuniga, Dzemaili, Gargano, Dossena, Hamsik (57’ Pandev), Lavezzi (76’ Inler), Cavani. CATANIA: Carrizo, Bellusci, Legrottaglie, Spolli, Marchese (71’ Llama), Izco, Lodi, Almiron, Gomez (83’ Lanzafame), Bergessio, Barrientos (78’ Ricchiuti). ARBITRO: Gervasoni (Mantova). RETI: 61’ Dzemaili (N), 67’ Cavani (N), 74’ Spolli (C), 85’ Lanzafame (C).

NOVARA-LECCE 0-0. NOVARA: Ujkani, Morganella, Lisuzzo, Paci, Garcia, Gemiti, Porcari, Pesce (84’ Radovanovic), Rigoni, Mascara (59’ Morimoto), Jeda (81’ Caracciolo). LECCE: Benassi (46’ Petrachi), Tomovic, Miglionico, Esposito, Cuadrado, Delvecchio, Giacomazzi, Bertolacci (55’ Blasi), Brivio, Muriel, Di Michele (77’ Corvia). ARBITRO: Guida (Torre Annunziata).

JUVENTUS-INTER 2-0. JUVENTUS: Buffon, Caceres, Barzagli, Chiellini, De Ceglie, Vidal, Pirlo, Marchisio, Pepe (52’ Bonucci), Matri (52’ Del Piero), Vucinic (73’ Quagliarella). INTER: Julio Cesar, Maicon, Lucio, Samuel, Nagatomo, Zanetti, Stankovic, Poli (67’ Faraoni), Obi (67’ Pazzini), Milito, Forlan. ARBITRO: De Marco (Chiavari). RETI:  57’ Caceres, 71’ Del Piero.

CLASSIFICA:
Milan 63; Juventus 59; Lazio 51; Napoli, Udinese 48; Roma 44; Catania 42; Inter 41; Atalanta 37; Palermo, Bologna, Chievo 36; Genoa, Cagliari 34; Siena, Fiorentina 33; Parma 32; Lecce 27; Novara 24; Cesena 18.